Wednesday, April 26, 2006

una drammaturgia dei corpi



Siamo in un momento in cui la drammaturgia contemporanea torna ad essere realmente contemporanea, la cronaca attraverso il teatro civile diviene nuovamente racconto, si lascia ascoltare, diventa affascinante, fa riflettere.
Lavoriamo ad una drammaturgia della materia che cerca nell’attualità la poesia necessaria a rendere la realtà un dato teatrale, scientificamente affascinante e rappresentabile.
Lavoriamo sui corpi e sulla memoria, sulle nostre storie e sulle storie che sappiamo possibili.
La difficoltà principale da abbattere è quella di riuscire a portare la nostra ricerca ad uno standard di fruibilità tale che consenta al teatro di tornare ad essere realmente un mezzo di comunicazione. Per superare il concetto masturbatorio del teatro come forma d’arte di elite, appagante solo per chi lo fa e capace di comunicare solo questo appagamento.
Perché il teatro sia sempre meno un’arte per pochi.
Il nostro è un teatro legato alla realtà, non solo dal punto di vista sociale e civile, ma dal punto di vista della carne di partenza e con questo parlo della carne dell’attore, materia viva, esistente e respirante per la storia che racchiude e porta avanti con la sincerità e la forza ineluttabile della vita.

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